Debora – Counselor – anni 40 Dal momento in cui è iniziato lo spettacolo, ho chiuso gli occhi e mi sono concentrata nel corpo e nelle sensazioni che avvertivo. Una grande vibrazione all’altezza della pancia, che avvertivo soprattutto da dietro, dalla schiena, poi sono partite le immagini ed è stato un vero proprio viaggio.
All’inizio mi sono vista fluttuare nello spazio. Vedevo gli altri pianeti, la Terra da distante e mi sentivo leggera e morbida nei movimenti che facevo con il corpo.
Poi ad un certo punto la musica mi ha trascinato sulla terra. Ho sentito proprio come se ci fosse un vortice che mi trascinava. Qui forse è stato il momento più difficile emotivamente perché ho iniziato a sentire i lamenti di persone sofferenti, agonizzanti e mi sono vista in una grotta enorme con tanto fuoco e fiamme e una passerella in mezzo. Io camminavo su di questa, con sguardo fiero e spedito grazie ad una musica che mi dava carica. Poi sono passata in un’altra grotta, illuminata da una luce verde. Mi sembrava quasi la sala grande delle Grotte di Frasassi. Io camminavo sempre in mezzo e vedevo ai lati persone che entravano ed uscivano dall’acqua.
Al termine della grotta, mi sono ritrovata in una sala grande di un Castello. Mi trovavo al centro e qui ho iniziato a ballare. Un ballo liberatorio, energico, vivo che mi faceva muovere nella sala in tutte le direzioni (da qui anche il mio corpo ha iniziato a muoversi e a ballare). Al termine di questa musica, ho sceso delle scale e mi sono ritrovata in una sala più piccola dove c’erano tante persone che intonavano l’OM e anche io vi ho preso parte. Al termine è partita una musica più ritmata e ho visto tutto il gruppo che iniziava a ballare gli uni con gli altri e anche io ho preso parte a questa danza che a tratti era più dolce a tratti quasi come se fosse un corpo a corpo. Poi mi sono trovata fuori dal palazzo in una piccola Chiesa con una donna che cantava una melodia bellissima. Questa stessa donna mi ha accompagnato su un fiume, dove ho iniziato a danzare. Mentre lo facevo, la donna è entrata dentro di me ed io ho iniziato ad essere risucchiata verso l’alto, verso lo spazio. E qui ho continuato a danzare libera, fluttuando. Ad un certo punto, ho visto un bagliore che mi accoglieva e mentre andavo verso di Lui, è finita l’Opera.
E’ stato un viaggio bellissimo che mi piace interpretare così: un viaggio che mi ha guidato a capire l’essenza della spiritualità. Dallo spazio veniamo e questo viaggio che facciamo qua anche di sofferenza, ci deve portare a liberarci e a liberare il nostro corpo per poter tornare a percepire di nuovo la nostra spiritualità….
Grazie Màlleus!

Dott. Bruno G. – anni 71 Connubio perfetto e intrigante l’insieme di note musicali e note di profumo. Come si sa certi profumi aprono la mente, se poi sono accompagnati da una musica sublime senti che all’improvviso si aprono le porte di un altro senso che raramente si scopre, se non davanti ad un’opera d’arte. Tutto questo reso ancor più fantastico dalla discesa di una leggera brezza che per un attimo ti fa sentire in un’altra dimensione. Questo è quello che ho provato, ti ringrazio Màlleus di avermi dato questa opportunità, complimenti per la tua eccellente ricerca che ha reso questo incontro molto particolare, unico e direi sorprendente. Con stima e affetto

Prof. Renato A. – anni 75 In primis, il senso di mistero che l’ambiente, gli arredi, l’illuminazione e la presentazione hanno generato, credo in tutti noi. Il crescendo dei volumi, sembrava volerci guidare verso l’alto, verso un traguardo, imponendo pause per l’ascolto dei suoni della natura. Lo Spirito ha tentato di seguire la musica, nell’ascesa di un tragitto faticoso e pieno di insidie, verso un traguardo, che io non sono riuscito a definire, nonostante la mia ferma determinazione. La Luce è arrivata nella seconda parte a chiarire i miei dubbi e sto ancora tentando di proseguire e chiarire……. Meritata standing ovation alla fine del Concerto. Siamo felici di aver vissuto un’esperienza tanto coinvolgente ed originale.

Eliana S. – Artista-Musicista – anni 50 Sabato 20 settembre ho avuto il piacere di assistere ad un evento molto particolare organizzato dal M° Màlleus. Non avevo mai partecipato ad uno spettacolo del genere: è stata un’esperienza indimenticabile ed unica. A prescindere che conoscevo già “Opera Totale” ma, ascoltare questo lavoro in questo contesto olfattivo, in un Auditorium illuminato da una sola candela, in un’atmosfera particolarissima, devo dire che è stata tutta un’altra cosa dal solo ascolto dell’Opera. Sin dalle prime note e sin dai primi odori mi sono persa. Particolarmente mi ha rapito il profumo che mi ha pervaso durante (o dopo, non ricordo bene) il primo dei canti gregoriani. Abbandonata completamente alla Musica mi sono ritrovata in un lago. Ogni volta che chiudevo gli occhi (anche se possibilmente si sarebbero dovuti tenere chiusi per tutto il tempo) vedevo sempre questo lago. Praticamente sulla destra della mia mente. Poi mi ritrovavo bambina a giocare davanti ad un portoncino molto grazioso, abbellito con delle piante e fiori rampicanti. E poi rivedevo il lago….sempre a destra. E poi di nuovo il portoncino. Queste sono le due scene che hanno predominato la mia mente durante “il viaggio”. E quando mi arrivavano i buoni odori mi perdevo. E’ stata questa un’occasione per far evaporare dal mio inconscio situazioni sconosciute delle quali sono sicura troverò riscontro nella mia realtà. Nel tragitto del ritorno a casa riflettevo sul fatto che, quando la Musica era dolce, pacata, calma, le scene sopra descritte le vedevo di giorno, col sole…mentre, quando la Musica si faceva forte, aggressiva, …le stesse scene le vedevo buie. Sempre quando le note diventavano “strazianti”, “violente”, “esasperate” ……provavo grandissimo piacere nell’osservare le pale dei ventilatori che si “arrabbiavano” con la Musica…. le correvano dietro…..soffiando e spingendo verso il pubblico odori accattivanti. So per certo che pioggia e temporali sono meticolosamente stati registrati ” in diretta” dal Maestro, il quale, ha saputo regalare al suo pubblico anche il profumo di ozono sprigionato dai campi durante un piovasco. E questo è niente…..perché Màlleus….compositore, alchimista … amanuense…e stregone… è stato capace di far piovere sul serio!!!

Dr.ssa Rossella A. – Psicologa – anni 55 Caro Màlleus, innanzi tutto grazie per l’esperienza ! Il buio: non è facile non avere appigli per la testa e il pensare perchè la mente fa fatica a fermarsi. Ma il buio, l’assenza di immagini a cui appigliarsi per costruire un significato, è una bella sfida. Non c’è niente da pensare !Il suono: la vibrazione così intensa ha portato alla luce sensazioni fisiche, emozioni, immagini. E’ tornata più volte l’immagine di catene montuose dalle vette appuntite, che io vedevo dall’alto, come se fossi un uccello in volo e il pensiero andava a ciò che è eterno…che non viene scalfito per niente dalla nostra piccola vita. Mi sono sintonizzata sull’ascolto del corpo. Era forte la vibrazione a livello del plesso solare e dei reni. All’inizio addirittura mi proteggevo la zona della “vita” con le braccia tanto era forte l’impatto. La vibrazione smuoveva e scaldava dentro e c’erano momenti di brividi lungo la schiena. Per me è il segnale della presenza di qualcosa oltre il mentale e il pensato. Ho sentito per quasi tutto il tempo una vibrazione vitalizzante, un impulso di potenza e movimento. Infatti ad un certo punto ho ceduto al desiderio del corpo di muoversi soprattutto a livello delle vertebre lombari, ombelico e bacino. Se assecondavo anche lievemente il movimento ritmico del corpo e lasciavo andare lo sforzo di stare ferma, la mente si liberava e veniva un senso di libertà..la pura e semplice gioia di esistere, senza pensieri, doveri, timori. Se all’inizio avrei desiderato un letto per abbandonarmi totalmente, da metà in poi avrei desiderato un palco dove danzare ed esprimere tutta la vitalità che mi percorreva. Non ho sentito né angoscia né tristezza, ma a tratti una sensazione di attesa e curiosità. Aspettavo di cogliere l’odore che arrivava, ne cercavo l’essenza, la respiravo intensamente per gustarmela e tenere in me la sensazione dandole uno spazio dentro la testa e il corpo. Tutto portava a lasciare la logica per accogliere solo il momento, il presente, le sensazioni, il corpo, l’esserci.

Maurizio M. – Artista – anni 30 In generale, la cosa che mi ha colpito di più è che appena chiudevo gli occhi, la musica in particolare e gli altri effetti, mi trascinavano completamente in altri mondi, a volte con immagini più concrete, a volte con delle sensazioni più vaghe. A tratti ho associato la musica alla colonna sonora di film fantasy o di avventura o comunque molto coinvolgenti, ma posso dire per certo che ho provato una grande sensazione di libertà (parte centrale) che poi è in generale, il mio desiderio più forte, declinata via via nella corsa, nel volo, nell’idea di viaggio, in una foresta sottostante, in me, eroe con la spada. L’altro momento che ricordo con forza è l’arrivo della pioggia (proprio questo si è percepito, complimenti davvero!) che mi ha dato dapprima una sensazione di disturbo, poi di spaesamento, forse di paura ma, anche qui, devo ammettere di non averla vissuta appieno perché ho riaperto gli occhi per capire cosa stesse succedendo davvero. Nella parte finale, la sensazione che ricordo intensamente è un piacevole e forte senso di comunità con tutti gli altri spettatori presenti.

Cristina O. – Operatrice Olistica – anni 40 Durante il concerto sono rimasta consapevole sempre del respiro senza lasciarmi trasportare dalla mente in pensieri o emozioni. Avevo bisogno in certi momenti di approfondire il respiro per sentire gli odori, misteriosi compagni di viaggio, a volte visualizzavo immagini come quelle di un film che si svolgeva davanti a me, spesso portavo con me persone lontane che sapevo avrebbero apprezzato quel momento… Il viaggio interiore è intenso e per me non è ancora finito… Dopo l’ultima nota musicale sarei voluta rimanere ancora nel silenzio per sentire risuonare in me naturalmente e in maniera spontanea i brani più forti che avevo memorizzato nelle cellule e che il corpo chiedeva, vibrando come uno strumento musicale ed ordinando le emozioni scaturite dai profumi … Sono rimasta con una frequenza Vibrazionale alta, mi sentivo più vigile e luminosa, come risvegliata in tutti i sensi da un lungo sonno, senza capire con la ragione, ma solo stando nel respiro e nelle sensazioni del corpo, consapevole che la vita stava prendendo il suo corso interrotto tempo fa… Nei giorni successivi non riuscivo ancora a trasmettere bene il vissuto, a parte sensazioni superficiali e ricordare immagini che poi ho ritrovato sincronicamente in libri e film, come se fossi andata fuori dallo spazio -tempo lineare. Tuttora sto scaricando fuori con reazioni forti e non appartenenti alle mie abitudini le parti oscure e dolorose che non ho mai saputo vedere e affrontare, ora senza sforzo le lascio vivere ed esistere senza giudizio perché so che solo osservandole posso liberarle e liberare me. Grazie Màlleus per averci fatto vivere esperienze che senza te non avremmo potuto. Un’ultima cosa, credo sia importante riascoltare tutto il CD per riprendere quei suoni che si sono dispersi nel tempo e continuare il lavoro come una vera terapia, almeno per chi vuole andare a fondo e vuole approfittare di una vera occasione per trovare se stessi in ogni parte e per conoscersi sempre meglio, al di là delle maschere che non ci accorgiamo di portare e dei ruoli che pensiamo di avere.

Dario F. – Giornalista – anni 60 L’Opera Totale di Màlleus sfida le convenzioni musicali contemporanee, che tendono a negare il valore delle emozioni per privilegiare il gusto intellettuale della ricerca. Màlleus invece ha suscitato in me un’originale e illuminante sinestesia, intrecciando le percezioni dei sensi e permettendomi, al tempo stesso, di far salire alla superficie della coscienza il mio io profondo. La sua Opera riattiva l’ autentica funzione, catartica e sacra della musica.

Alberto M. – Imprenditore – anni 45 Caro Màlleus, perdonami se non ti ho dato prima un riscontro, ma sentivo che era importante dopo aver vissuto un’esperienza imparagonabile alle precedenti,lasciar sedimentare gli impulsi primari, quelli indotti dalla sorpresa, per esprimere limpidamente il distillato di emozioni e riflessioni che Opera Totale ha impresso in me. Critiche non ne ho, francamente, se non quella che non hai ancora annunciato la data di uscita de “Le Vie del Cielo”. “L’essenziale è invisibile agli occhi” sentenziava il Piccolo Principe venuto dallo spazio, l’opera omnia del grande esploratore “del se stesso” Antoine de Saint Esupéry. E Màlleus ci dona la sua Opera Totale annullando la vista, il senso maggiormente devoto all’apparire esteriore, che disturba la limpidezza dell’essenza interiore. L’architettura d’insieme di Opera Totale stimola le corde emozionali toccate solo dalle espressioni più alte del genio umano. E’ la sublimazione dell’epica del viaggio, un percorso inaspettato eppure intimo, personale. E’ un invito perentorio a compiere la propria DIVINA COMMEDIA, ad intraprendere una traversata che promette di svelare potenzialità insospettabili in ciascuno di noi.

Prof. Lino F. – Docente Universitario – anni 60 Cinquanta minuti che non dimenticherò facilmente, tanto è durato il concerto di Màlleus, cinquanta minuti che penso rimarranno dentro di me per moltissimo tempo. Sul palco non c’era nessuno, né concertisti, né attori, ma solo una candela e tanta originalità e creatività di una musica struggente che spingeva a chiudere gli occhi, ad isolarsi, a sognare. Allora Opera Totale è diventata la colonna sonora del mio sogno, che purtroppo è svanito alla fine del concerto, ma che, come a volte accade con i sogni, mi ha interiormente arricchito di un’esperienza significativa e durevole. Per i primi dieci minuti, quella musica forte e a tratti tenebrosa, mi ha spinto a rievocazioni relative ai gironi dell’inferno di Dante, successivamente la musica mi ha portato in una grande prateria, che attraversavo su un cavallo purosangue arabo, senza sella, dal mantello sauro, con una lunga criniera. Dopo una lunga galoppata, accompagnato dal cinguettio degli uccelli, sono entrato attraverso una porta, sotto la pioggia e sospinto da una musica celestiale, in un paesaggio in cui alle sensazioni uditiva e visiva si era aggiunta con forza quella olfattiva, si respirava infatti un’aria con insolito profumo, più che insolito direi mai sentito … quel posto non poteva essere altro che il Paradiso.

Rosanna e Aldo R. – operatori alberghieri – anni 55 Grazie Maestro per averci permesso di vivere questa serata indimenticabile. L’ Accoglienza è stata fraterna, l ‘Opera unica, l’Impianto Audio magistrale, ma i Sensi insufficienti. La sensazione che i sensi non siano stati sufficienti per assaporare appieno le emozioni, e’ l’evidente prova che certe percezioni appartengono sia ad un tempo remoto che ad uno a divenire. NOI eravamo presenti come testimoni, come ambasciatori di questo messaggio, da ripetere. Non ci sono parole per esprimere il nostro stupore della magia che sei riuscito a creare per noi tutti. Grazie

Stelvio L. – Dirigente-Musicista – anni 57 Innanzitutto voglio complimentarmi per l’organizzazione perfetta e per l’audio “impeccabile” che ha determinato il successo di tutto l’evento. Sei riuscito a farci entrare realmente nel “Cammin di nostra vita”……per dirla alla Dantesca…..come il viaggiatore nella Divina Commedia quando parte per il suo viaggio. Solo che nel tuo caso non c’era Caronte a trasportarci nell’altra sponda, ma c’era il bravo presentatore che con la sua voce profonda e calda ci ha preparato al viaggio. E poi i profumi, la luce della candela….tutti ingredienti che hanno condito l’atmosfera facendoci immergere profondamente nel viaggio. Opera Totale mi ha emozionato. Mi ha trasportato davvero in un viaggio che tu stesso ci avevi predefinito come “un viaggio dantesco”, passando dall’Inferno, al Purgatorio e arrivando al Paradiso. Nell’Opera poi sei riuscito a inserire degli effetti speciali davvero speciali, come il suono dell’Universo, musiche sintetizzate da brividi…..tutto davvero molto bello ed emozionante. L’unica critica che mi sento di fare è sull’ultima parte musicale “paradisiaca” che io avrei allungato ancora di più, proprio per consentirci di vivere ancora più intensamente quei momenti. Probabilmente la stai già componendo sul nuovo lavoro annunciato “Le Vie del Cielo” e quindi mi metto in trepida attesa !!! I profumi sono stati poi il tocco “di classe” dell’Opera. Sei riuscito a trasmetterci delle sensazioni con i profumi, che ci hanno fatto percepire i luoghi dove stavamo passando nel viaggio….bello, bello e grazie.

Maria L. – Scrittrice – anni 60 Màlleus ha creato un’Opera speciale in cui mi sentivo protagonista, immersa nella musica che penetrava ovunque e le note mi accarezzano il volto,  mi schiaffeggiano, mi  pungevano, mi cullavano, mi sollecitavano, mi ferivano, oltrepassando la fisicità del mio corpo e trovando spazio nel mio Cuore, nella mente, nelle emozioni evocando ricordi, stimolando sogni, e incoraggiando desideri. Una musica tanto intensa da potenziare la percezione e la sensibilità di ogni persona presente, anche la più restia a lasciarsi andare al puro ascolto. Le diverse fragranze aromatiche che accompagnano la musica mi hanno aiutata a focalizzare,  stimolare la fantasia e i ricordi, ad imprimere emozioni con maggior profondità. La pioggia, i tuoni, la tempesta, il temporale, il caos alternato alla musica soave,  al richiamo di una campana lontana, la voce umana, il coro di cicale e grilli, il rumore di porte e chiavistelli, il tonfo sordo e il tintinnio, l’impetuosità e la calma sono tutti elementi che sovrapposti, messi in sequenza, alternati con maestria hanno creato una miscela esplodente che non è altro che il concerto della vita! Tutti i suoni e rumori utilizzati fanno parte della nostra esperienza di vita e attaccati a quei suoni ci sono ricordi, esperienze, momenti piacevoli e dolorosi, ma sono tutti parte della nostra esistenza. Ecco perché Màlleus invita all’ascolto con apertura, con fiducia, con semplicità perché questo concerto è  un viaggio all’interno di noi, ci aiuta a conoscerci meglio:  è come srotolare l’intera esistenza dal principio fino ad oggi, è come sfogliare un album fotografico ed ogni momento vissuto fermato da una immagine è un ricordo che  ha la sua musica che lo rappresenta, lo accompagna, lo rende ri-vivibile e maggiormente comprensibile. Sono grata a Màlleus per questo lavoro che ritengo un capolavoro! Non ha lasciato nulla al caso ed ha saputo amalgamare, armonizzare tutti i suoni e rumori possibili e conosciuti per toccare ogni singola cellula ed ogni cuore di chi si appresta a tuffarsi in questo “mare musicale”.

Luca F. – Ingegnere – anni 40 All’inizio sono stato colto da un senso di smarrimento e ciò che mi sollecitava erano il suono e le vibrazioni da esso prodotte, non ero tranquillo, non capivo cosa stesse succedendo. Poi mi sono lasciato andare e mi sono ritrovato sulla poltrona di un aereo in fase di decollo, ho sentito un accelerazione sempre più veemente…il mio viaggio iniziava…improvvisamente un boato e mi sono ritrovato in uno stagno, non riuscivo ad uscire. Faticavo volevo andare avanti,ma non riuscivo. Poi la musica mi ha avvolto e sostenuto e passo dopo passo ho abbandonato quella palude unitamente ad una situazione di disagio. Da qui in poi il mio obiettivo e’ stato sempre quello di proseguire, andare avanti senza ne’ volere ne’ potere più fermarmi…inarrestabile. Lo spazio ed il tempo hanno perso la loro fisicita’. Passavo continuamente dal passato al futuro, per tornare al presente senza soluzione di continuità. I luoghi associati ai profumi, al vento, alla pioggia mi portavano a casa, in una chiesa, in riva ad un ruscello, di nuovo in mezzo ad uno stagno, ai piedi di una lunga scalinata…sono caduto molte volte, ma il mio desiderio irrefrenabile era quello di continuare il viaggio e andare avanti. La musica, le vibrazioni mi spronavano e sostenevano. Non c’era una logica al dipanarsi della mia dimensione spazio temporale, ma ero in viaggio e quello era ciò che contava. Alla fine il suono di una campana mi ha fatto sobbalzare dalla sedia. Le luci si sono riaccese in sala, l’applauso era cominciato, ma io continuavo il mio viaggio. Sono rimasto seduto per molto tempo senza parlare. Uscito dalla sala, tornando verso la mia auto sentivo che una parte di me stava comunque continuando il viaggio…ho riacceso il cellulare e digitato il codice pin, (che è lo stesso da 16 anni). Non ho sbagliato la digitazione per tre volte, ma il telefono era bloccato…forse anche lui viaggiava ancora con me: nel passato non c’erano i cellulari, magari non esisteranno neanche più nel futuro e probabilmente per viaggiare…beh per viaggiare dentro se stessi non servono neppure nel presente.  Grazie Màlleus, grazie per avermi fatto iniziare un nuovo viaggio…

Amneris U. – Artista poliedrica – anni 50 Questa sera ho fatto un viaggio. Questa sera ho fatto un viaggio ad occhi chiusi. Un viaggio totale. Una candela accesa ha segnato l’inizio, l’origine del Tutto, la rivelazione, la trasfigurazione dell’essere, la traslazione del vivere. Un viaggio che mi piace chiamare “Amore”.
Questa sera, Màlleus, con il suo concerto multisensoriale, ha dato espressione all’origine della realtà, alla nostra origine primordiale, cosmica. Ha  significato  la sensibilità dell’essere e la condizione umana come un passaggio a senso, in questo paradiso chiamato Terra.
Ha diretto, secondo i suoi umori e il suo sentire profondo, suoni, cori, rumori di intensità, colore e valore diversi, per regalarci la sensazione di vivere al di fuori del corpo, che è solo contenitore materico che ci confina.
Ci ha permesso quindi,  di prendere contatto con il nostro essere spirituale con la consapevolezza che siamo solo “un attimo fuggente” e che la finitudine della vita terrena è “speranza”, l’inizio della vita dello spirito, della nostra vera essenza. Noi siamo esseri nel tempo, ma la nostra esistenza è senza tempo, un girotondo senza fine.
Questa sera, non  ho viaggiato sola, con l’anima nuda fuori dal corpo, ma insieme ad altre anime, platea, in uno spazio definito di Villa Colloredo diventato, senza più pareti, Universo!
Mi sono trovata a giocare atmosfere suggestive con l’immaginazione amplificata dai profumi, da folate di vento ora carezzevoli ora stizzose che mi cadevano addosso, chissà da dove!…Vortici di suoni che si spegnevano in sé, come energia  che collassa in buchi neri senza ritorno… Questa sera ho preso consapevolezza che non sono un essere umano che sta vivendo un’esperienza spirituale, ma un essere spirituale che sta vivendo “oscuramente” un’esperienza umana come tappa di vita,  rispetto all’eternità  che contiene il senso della creazione.
Questa sera  sono stata spirito e in uno stato di grazia emozionale ho vissuto “amore” che unisce e nobiltà d’animo. 
Màlleus ha spento la candela alla fine dell’Opera e l’incantesimo profumato è finito…
è apparsa la realtà ad occhi aperti e i contorni si sono ricomposti, ridefiniti alla vista e alla mente
Grazie Màlleus per avermi regalato la possibile certezza che la mia origine  è  quella di tutti, cosmica e che non esistono anime sole, ma anime in viaggio totale, tutti insieme appassionatamente!!!
Ho coniugato  la leggerezza dell’essere  ed  ho  capito che fuori di me, esisto veramente!
Caos calmo.

Debora S. Impiegata – Ipovedente – anni 30 Tutto ha avuto inizio da un articolo che ho letto attraverso la stampa locale dove all’ex granaio situato a Villa Colloredo Mels di Recanati andava in onda ogni 15 giorni un concerto musicale audio olfattivo realizzato da Màlleus che ha come partner solidale la Lega del Filo D’oro. Attratta dalla curiosità dell’evento ho proposto all’Associazione Unione Italiana dei ciechi e degli Ipovedenti sezioni provinciale di Macerata per la quale ne sono oltre che socia la rappresentante di zona per Recanati di andarci. Così l’entusiasmo si è fatto sentire anche dal Presidente  dell’Associazione che ha accolto questa mia proposta con grande gioia. E’ stata un’esperienza bellissima e da ripetere dove i suoni delle musiche si associavano ai profumi e all’aria. L’esperienza che io ho vissuto in prima persona è stata quella di aver udito dei suoni di una navetta spaziale con scricchiolii di porte che si aprivano e chiudevano e che si dirigeva nello spazio poi una musica soave che richiamava alla mente spazi infiniti e senso di libertà. I profumi speziati ricordavano la grandiosità della natura, il viaggio che ci ha fatto vivere nella natura incontaminata dove il canto dei grilli e di uccelli ed il gorgoglio dell’acqua di un ruscello davano una sensazione di pace. Poi tuoni, fulmini e vento dove la pioggerellina sottile che accarezzava il nostro corpo rendeva tutto piu’ veritiero. Per me è stata una bellissima esperienza in quanto mi ha fatto vivere per un’ora in luoghi dove ancora non ho avuto la possibilità di recarmici personalmente. Spero che in seguito l’esperienza si possa riproporre nuovamente con un gruppo molto numeroso pronto a vivere per un’ora circa un’esperienza indimenticabile. Ringrazio di cuore Màlleus per l’opportunità che ci ha regalato con la sua bellissima idea e la sua creazione. I ringraziamenti sono anche estesi al Presidente per aver accolto con grande entusiasmo questa mia iniziativa ed infine un grazie va ai soci che hanno condiviso con me questa stupenda esperienza.

Maria Grazia – ipovedente – anni 32 Un viaggio della mente! Questo è stato per me il concerto di Màlleus.
In una sala avvolta dal silenzio e dalla luce soffusa delle candele i nostri sensi sono stati sollecitati da suoni, profumi e sensazioni che ci hanno portato in luoghi lontani.
Una musica soave, che richiamava alla mente spazi infiniti e senso di libertà, veniva bruscamente interrotta da un sinistro rumore di chiavistelli e di pesanti portoni che opprimevano l’animo e incutevano terrore.
Le note musicali marziali e incalzanti rievocavano campi di battaglia dove legioni romane affrontavano il nemico.
I profumi speziati riconducevano alla grandiosità dell’impero, quando Roma era il crocevia di popoli con le loro tradizioni. 
Delicate note riportavano l’animo alla tranquillità, una tranquillità spezzata da un organo che con la sua imponenza ci dava quasi un senso di piccolezza davanti all’onnipotenza del destino.
Un viaggio che ha attraversato la natura incontaminata dove il canto dei grilli e il gorgoglio dell’acqua di un ruscello davano una sensazione di pace.
Al termine del concerto, come un brusco risveglio, siamo stati tutti catapultati nuovamente nella realtà! C’è stato quasi un attimo di smarrimento prima di comprendere che quel viaggio era solo frutto della nostra mente
che per un’ora si era lasciata trasportare dalle ali dei sensi in luoghi lontani nello spazio e nel tempo… un viaggio virtuale da non perdere. Una grande opportunità da ripetere e della quale siamo grati a Màlleus e all’Unione Ciechi di Macerata.

Rita – non vedente – anni 37 Seduta sulla poltroncina, scambio alcune frasi con le mie vicine….inizia la presentazione, esauriente, stimolante, che introduce già un’atmosfera di curiosa attesa.
Si spengono le luci, percepisco l’entrata di una luce fioca: mio marito mi spiega che è un signore vestito da monaco con uno stoppino in mano accenda
una candela, che sarà la luce guida dell’intero concerto, simboli, entrambi, del viaggio interiore che sta iniziando.
Dall’ottimo impianto audio ecco il suono dell’Universo, insieme al suo profumo: la nascita? Credo di sì, la nascita della Vita e percepisco anche la nascita della mia vita.
E poi il cammino fra lampi improvvisi, tuoni roboanti, in caverne buie, sull’acqua, nei boschi e musica e vocalizzi che mi portano sempre di più nel mio interiore.
Situazione ambivalente: paura e voglia di andare avanti per scoprire di più.
“… E naufragar m’è dolce in questo mare..”
E ancora una pioggia leggera, sottile, sui miei capelli come a sottolineare una rigenerazione, una purificazione.
Sensazione dolce e piacevolissima. Un viaggio intimo, unico, profondo,coinvolgente, permeato nella musica, nei suoni, nei rumori, nei profumi che mi riportano in vissuti antichi.
Il rumore degli stivali nell’acqua mi crea la sensazione di una forte mano, di mio padre o di mia madre, che mi accompagna e mi guida verso un prato meraviglioso, fiorito ed un casolare accogliente.
Nel prato, un olmo su cui faccio l’altalena. I sensi coinvolti a stimolare lo spirito in dimensioni mai sperimentate.
“…ove per poco il cor non si spaura…” Il suono di una campanella, le luci tornano ad accendersi…sono di nuovo nel reale…peccato! Però, ora, ho qualcosa di più.

Dr.ssa Rossella A. – Psicologa – anni 55 Diversamente dalla prima volta che ho ascoltato il concerto dove tutto era nuovo e sorprendente,  la seconda volta sapevo che genere di esperienza mi aspettava. Naturalmente alcune parti musicali
non ricordavo di averle sentite e dunque la musica a tratti mi suscitava sensazioni inattese. E’ come se, conoscendo il viaggio, potessi concentrarmi su passaggi che al primo approccio erano stati assorbiti dal vortice in cui navigavo.
Ma la differenza più sostanziale nel modo di vivere il concerto è consistita nel fatto che all’inizio
è stata data l’indicazione di concentrarsi su un tema o “problema” della propria vita, sulla richiesta
o ricerca di soluzione a qualcosa che ci sta a cuore. Io ho scelto d’istinto il desiderio a cui volevo dare spazio e ho imboccato una strada ben precisa  proprio in base a quello che sentivo e volevo…Come se aver formulato nella mia mente questo desiderio mi predisponesse all’ascolto della musica con l’idea che la musica stessa potesse interagire col mio
essere più profondo e segreto per creare in me una “via”, un percorso verso la realizzazione della mia intenzione.
La musica suscitava immagini che avevano come filo conduttore il tema formulato nella mia mente all’inizio. 
Ma non è come quando si programma qualcosa o si fantastica sulla realizzazione di un proprio desiderio.
Le immagini che prendevano forma nel buio dei miei occhi chiusi erano attinenti al tema del cuore da me scelto,
ma allo stesso tempo sorprendenti, fuori dagli schemi con cui penso abitualmente alla persona cui è andata
la mia attenzione per tutto il tempo del concerto. L’immagine di questa persona su cui il mio cuore e la mia mente erano concentrati, questa persona  per la quale desidero totalmente e intensamente una piena felicità, mi appariva in modalità 
totalmente inaspettate, delicate e luminose, con particolari di vivezza straordinaria, talvolta sorprendenti fino a provocare una fragorosa risata interiore. La cosa più bella è che non sapevo cosa sarebbe successo “dopo” nel mio film.
La cosa veramente positiva è stata la possibilità di “pensare” a qualcuno in modo autenticamente “nuovo”.
Perchè la soluzione ad ogni problema è sempre uscire dagli schemi conosciuti, dalle aspettative, dalle preoccupazioni e paure, per immaginare e interagire con ciò che prima era segreto e nascosto, e diventa invece luminosamente reale.
Come un germolio che prima non c’era, ma all’alba ha bucato la terra dura per uscire, rendersi visibile e vivere !
Questo cambia qualcosa nella mente, nel sentire, nelle emozioni e reazioni, e credo sia questo che può cambiare la realtà “la fuori”.